Giuliano Mauri - Cattedrale Vegetale - Ph Giacomo-Bianchi - Copyright Arte Sella

La natura si trasforma in arte - Arte Sella

La principale esigenza del mondo di oggi non è più produrre e realizzare nuovi prodotti ma ripensare quelli esistenti

Ammonisce il Manifesto di HENRY & CO.

E quando siamo venuti in contatto con il progetto Arte Sella, abbiamo visto in esso la più poetica esemplificazione di questo concetto. L’esempio più naturale di Design Thinking sperimentale che si possa immaginare. E ce ne siamo subito innamorati.

Dal 1986, i prati ed i boschi della Val di Sella, comune di Borgo Valsugana in Trentino, ospitano Arte Sella, un’esposizione permanente dedicata all’Art in Nature, una manifestazione internazionale di arte contemporanea, a cielo aperto.

"Arte Sella nasce indipendentemente nel 1986, lo stesso anno della catastrofe di Chernobyl.  – ci racconta Giacomo Bianchi Presidente di Arte Sella - Si tratta di una coincidenza, è vero, che tuttavia sottolinea con forza come quell'anno fu un importante spartiacque rispetto alla questione ecologica, che divenne immediatamente un problema globale. Arte Sella è nata con l'idea di indagare la relazione uomo-natura attraverso il linguaggio, potente e dirompente, dell'arte, in una piccola porzione di territorio, contribuendo ad un dibattito e ad un'indagine che è sempre più attuale."

Ristabilire dunque un nuovo equilibrio con la natura. Una riflessione che si è coniugata con il fare arte nella natura per distanziarsi dai canoni artistici tradizionali, in uno spazio d’espressione lontano dalle logiche del mercato dell’arte e dei circuiti tradizionali atelier-galleria-museo.

Non si tratta di una semplice esposizione artistica, ma di un vero e proprio processo creativo. L’opera infatti nasce e cresce attraverso le mani dell’artista in un contesto di rispetto e armonia con il paesaggio circostante.

Ogni intervento dell’artista rappresenta il suo concetto di rapporto con la natura e dalla stessa natura trae ispirazione il materiale per realizzarlo: sassi, legno, rami, foglie, muschio.

Henrique Oliveira - Radice-Comune - 2019 - Ph-Giacomo-Bianchi - Copyright Arte Sella
Henrique Oliveira - Radice-Comune - 2019 - Copyright Arte Sella

L’arte entra a fare parte del ciclo vitale della natura

L’opera si inserisce nel contesto ambientale ed entra a pieno titolo a fare parte del ciclo vitale della natura, subendo gli stessi processi di degrado e trasformazione che le appartengono.

Due sono i percorsi visitabili durante tutto l’anno, con orari di apertura che si adeguano alla variazione delle ore di luce nei diversi mesi.

Un primo percorso ha inizio presso Villa Strobele, una delle tante dimore storiche della valle. Presso il giardino della villa, luogo di nascita di Arte Sella, è visitabile una prima parte di opere, in particolare la sezione dedicata all’architettura: in questo luogo sono visibili le installazioni nate dalla collaborazione con architetti di fama internazionale – tra di essi Kengo Kuma. Eduardo Souto de Moura, Michele de Lucchi, Stefano Boeri- grazie alla partnership con il Politecnico di Milano.

Al termine della valle Arte Sella accoglie i propri visitatori presso l’Area di Malga Costa. L’edificio della malga, un tempo dedicato all’alpeggio, è ora sala espositiva e da concerti e attorno ad esso si dipana un percorso che contiene alcune tra le opere più monumentali e note al grande pubblico, come la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, Terzo Paradiso – La Trincea della Pace di Michelangelo Pistoletto, Simbiosi di Edoardo Tresoldi, Radice Comune di Henrique Oliveira e il Trabucco di Montagna di Arne Quinze.

Un percorso creativo nato dalla collaborazione tra natura e oltre 300 artisti

Lungo i percorsi sono visibili circa cinquanta opere. Opere che cambiano ed evolvono con il susseguirsi delle stagioni, fino a ritornare alla natura che le ha ospitate, al termine del loro ciclo vitale. 

All'esposizione delle opere si affianca un ricco programma di concerti, spettacoli teatrali e laboratori creativi.

"Il tema della sostenibilità è intrinseco nel progetto, - tiene a specificare Giacomo Bianchi - per questo motivo l'esperienza di visita di Arte Sella in tutti i suoi aspetti deve rendere testimonianza di questa visione di fondo. L'ospitalità, la ristorazione, la gestione dei cantieri di produzione delle opere, la realizzazione di eventi: ogni scelta che effettuiamo è basata su un'attenzione maniacale alla sostenibilità, tenendo conto ovviamente delle complessità del mondo in cui viviamo."

Negli anni più di 300 artisti hanno contribuito a realizzare questo percorso creativo, lasciando alla natura e ai visitatori i loro lavori che possono essere apprezzati anche all’interno di rassegne e spettacoli che vanno dalla musica alla fotografia, alla cultura in ogni sua minima sfaccettatura.

Ad Arte Sella l’artista abbandona il ruolo di protagonista e si affianca alla natura, sua alleata nella creazione e nella conservazione dell’opera.

Il Presidente ci spiega che “Gli artisti vengono scelti da Emanuele Montibeller, direttore artistico e fondatore di Arte Sella. Si tratta di una committenza, in cui il dialogo tra artista ed Arte Sella, tra artista e territorio, è la sorgente dell'atto creativo.” 

Ciascun artista sceglie assieme alla direzione artistica il luogo in cui collocare la propria opera, senza apportare modifiche radicali del territorio, ma rispettandolo e agendo in sinergia e sintonia con esso. Una volta individuato lo spazio e ideato il progetto, l’artista crea e consegna la sua opera alla natura.

Michele de Lucchi - Dentro Fuori - Copyright Arte Sella
Michele de Lucchi - Dentro Fuori - Copyright Arte Sella

La rappresentazione artistica del concetto di inclusione uomo - natura

La mutazione del lavoro è continua, costante e soggetta alle condizioni atmosferiche e allo scorrere del tempo. La natura viene interpretata nella sua essenza, plasmata dall’idea di rispetto e salvaguardia che l’uomo coltiva e trasmette con la sua arte. Un bosco secolare, dove natura e arte si fondono

Un messaggio importante di appartenenza e sensibilizzazione. La sublime esemplificazione del concetto di inclusione tra uomo e natura.

Da più di trent’anni Arte Sella genera momenti di riflessione sulla relazione dell’uomo con la natura, rigenerando un'intera valle, senza bisogno di… produrre e realizzare nuovi prodotti, ma ripensando quelli esistenti.


Inclusione e resilienza: dal primordiale istinto di adattamento alla Biomimicry

Dalla Biomimicry, al Circular Design Thinking di HENRY & CO.

L’uomo è la specie con il più debole knowhow su questo pianeta.

Se infatti comprimiamo la storia della terra in 12 mesi, le prime forme di cellule viventi sono apparse a fine marzo e l’homo sapiens a pochi minuti dalla mezzanotte del 31 dicembre.

"Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già inventata"

Albert Einstein

La Vita fa ricerca e sviluppo da 4,5 miliardi di anni; creativa ed innovativa per necessità, ha già risolto nel suo percorso evolutivo molti dei problemi che oggi affrontiamo (scarsità di acqua, energia, rifiuti, eventi distruttivi, etc.), mettendo in atto le migliori strategie di adattamento e sopravvivenza. I fallimenti, sono i fossili.

Animali, piante, microbi e funghi si sono dimostrati essere ingegneri specializzati, e, per noi umani, progettare il futuro potrebbe semplicemente significare prendere esempio dal passato.

Analogamente, ristabilire la perduta connessione e armonia con gli ecosistemi di cui siamo parte, potrebbe rappresentare l’unica via per un futuro sostenibile, e per la nostra sopravvivenza.

biomimicry biomimetica
L’aerodinamica del treno ad alta velocità Shinkansen, in Giappone, è stato ispirata alla forma del becco del martin pescatore

Come?
Con un sondaggio!
Chiedendo a 30 milioni di specie animali e vegetali intuizioni su alcune strategie che già utilizzano per affrontare le loro sfide per la sopravvivenza.

Il termine Biomimetismo (biomimicry), indica il trasferimento di processi biologici dal mondo naturale a quello artificiale: mimare i meccanismi che governano la natura.

Nasce come branca della tecnologia per sviluppare materiali, processi o strutture artificiali, sia in ambito industriale che architettonico. Nella sua più recente evoluzione, la Biomimicry (da bios,vita, e mimesi, imitazione) evolve in disciplina per studiare le idee migliori della Natura e imitarle per risolvere le sfide della nostra civiltà, preservando e rigenerando gli ecosistemi ed allargando le conoscenze sulla biodiversità, per un vivere più sostenibile.

Ancora che lo ingegno umano faccia invenzioni varie, rispondendo con vari strumenti a un medesimo fine, mai esso troverà invenzione più bella, né più facile, né più breve della natura, perché nelle sue invenzioni nulla manca e nulla è superfluo

Leonardo, Quaderni IV

Studiamo la struttura di una foglia, per migliorare la prestazione di una cella solare, per esempio. L’aerodinamica del treno ad alta velocità Shinkansen, in Giappone è stato ispirata alla forma del becco del martin pescatore. Le comuni strisce adesive Velcro sono state ispirate ai fiori del cardo e alla loro tendenza ad attaccarsi ai tessuti. In medicina, aghi di nuova generazione sono stati sviluppati ispirandosi alla zanzara.

biomimicry biomimetica
La struttura della foglia è stata studiata per migliorare la prestazione di una cella solare.

“Innovazione ispirata dalla natura”, è la definizione del concetto, siglare dalla biologa e scrittrice Janine Benius, nel libro “Biomimicry” (1997), il testo chiave di volta della Biomimetica contemporanea e che sostiene la triplice funzione della Natura in un vero e proprio progetto educativo di portata globale:

  • natura come modello: cosa e come fa la natura?
  • natura come mentore: perché la natura fa questo?
  • natura come misura: la natura lo farebbe?

La Biomimicry ha implementato negli anni una metodologia testata di risoluzione ai problemi attraverso lo studio dei sistemi viventi chiamato Biomimicry Thinking e sviluppato dal gruppo Biomimicry 3.8

Se una consapevole ispirazione al genio della Natura si presta ad essere una strategia vincente, nel praticarla è fondamentale adottare un pensiero sistemico: comprendere appieno la complessità e le sottigliezze dei rapporti che esistono fra le diverse specie, interrogarsi sulla chimica e i materiali che gli organismi utilizzano per raggiungere quelle forme e come queste si inseriscono nell’ecosistema, come interagiscono con gli altri elementi (ed organismi) nel loro ambiente, come potrebbe il ciclo di vita di ogni prodotto (organismo) interagire con il ciclo di vita di altri prodotti (organismi) nel suo ecosistema.

La principale esigenza del mondo industriale oggi non è più produrre e realizzare nuovi prodotti, ma ripensare quelli esistenti, non solamente in chiave di miglioramento estetico e funzionale, ma anche in un’ottica di reale ri-connessione con l’ecosistema in cui viviamo.

Alex Crestan, co-founder HENRY & CO.

Per questo motivo HENRY & CO. sostiene che se si pone la sostenibilità come idea direttrice di un progetto, la metodologia non può che essere di natura euristica e olistica, attraverso cui è possibile approcciare il progetto da una prospettiva sistemica ed inclusiva, che contempli non solo il prodotto, il mercato o l’utente nella loro concezione isolata, ma in grado di estendere le proprie considerazioni alle relazioni che il progetto instaura con la biosfera e l’ecosistema coinvolto.