Raggiungere la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore (8.5 Goal 8 Agenda ONU 2030)

Il target 8 è uno dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile, ma anche un importante memento etico e professionale: nessuno di noi è un numero, un anello di una catena, o l’ingranaggio di un motore.

Ogni persona è un piccolo mondo, con una sua storia personale, magari da raccontare.

L’arte di raccontare è antica quanto l’uomo.

Dagli aedi agli scribi, agli artisti della tela e della pietra, da sempre gli uomini rappresentano e tramandano racconti, eventi, esperienze. In forma orale, poi figurata e scritta, infine in forma digitale. 

La storia è il patrimonio umano del presente sui cui costruire l’evoluzione del futuro; e la sua narrazione coinvolge, suggestiona, incoraggia con empatica immedesimazione.

Il concetto di storytelling ha origini lontane, dunque, radicate nel profondo dell’animo umano, a stretto contatto con le emozioni.

Tutti hanno una storia, esperienze da raccontare, messaggi e sogni da condividere. Anche le aziende hanno una storia da raccontare, anzi, tante storie da raccontare.

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Calendario 2020 “Mediagraf…che belle storie”

Storie non sempre finalizzate alla promozione del prodotto o servizio offerto, ma legate ai come e ai perché della missione e della visione aziendale e che traggono ispirazione dalle persone che la animano. 

Raccontarle significa dare maggiore spazio all’aspetto umano del mondo del lavoro, magari per condividere,informare o sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento di utilità sociale, promuovere l’adozione di un comportamento o di uno stile di vita virtuoso, incentivare le donazioni in favore di una causa specifica.

Una forma di comunicazione che spesso si avvale degli stessi strumenti e strategie della comunicazione di marketing, ma priva dello scopo commerciale: una comunicazione sociale. Un termine che in Italia richiama la Pubblicità Progresso, che fin dagli anni 70 aveva intuito l’importanza di una società matura ed eticamente consapevole.

Storia, storytelling, comunicazione sociale + la rete

Storia, storytelling, comunicazione sociale. Aggiungiamo un ingrediente, potente e trasversale: la rete.

La rete concepita come unione di utenti e comunione di intenti, ma anche, e soprattutto, come sistema sociale che si stringe attorno a vissuti o idee condivise, magari per un obiettivo di pubblica utilità e incentivare il cambiamento.

Una rete sociale, che nella sua accezione digital, evolve in una rete social, ampliandone il potenziale e moltiplicando all’infinito i target di riferimento: sia dei narratori che degli spettatori. Storie e valori di eroi e antieroi, di mondi ordinari e straordinari, per una narrazione condivisa, partecipata.

Perché sempre più spesso gli stessi fruitori dei messaggi sono anche i protagonisti delle storie narrate, contribuendo ad innalzare continuamente il livello di coinvolgimento e co-protagonismo. 

Il modo migliore per creare un audience attivo e interattivo che solleva spunti di riflessione e interrogativi su quanto ci circonda e sul vivere sociale, offrendo la possibilità di integrare un’ampia gamma di linguaggi, strumenti e forme di comunicazione.

Storia di Elena – Calendario 2020 “Mediagraf…che belle storie”

Forme di comunicazione creative?

Un calendario, ad esempio!

Arriva da lontanoci racconta Greta Zin, responsabile marketing e comunicazione di Mediagraf e PrintBee la tradizione aziendale di creare un calendario destinato a dipendenti, clienti e fornitori. Ogni anno la scelta di un soggetto estetico, più che valoriale, che accompagna i 12 mesi di una realtà che affonda le sue radici nella secolare tradizione del Messaggero di S. Antonio e della tipografia Antoniana, pionieri nelle arti grafiche in Europa.

E proprio patendo dalle caratteristiche origini di Mediagaf, l’AD Ottavio Zucca, ha voluto aggiungere un valore etico a questa pubblicazione, un valore umano che potesse dare voce alle 180 persone che quotidianamente contribuiscono a mantenere viva l’attività.

Perché non raccontare alcune storie di vita vera, che possano offrire una riflessione sulla dimensione umana dell’azienda? Un progetto rivolto ai due mondi: offrire l’opportunità di ampliare la rete sociale interna all’azienda, dando voce e sostanza a collaboratori conosciuti solo attraverso messaggi e mail, e mostrare il volto aziendale più umano al pubblico e ai fornitori.

Mediagraf è un’azienda che offre prodotti e servizi, ma non è questi prodotti e servizi, bensì le persone che li creano e gestiscono. Con il fondamentale supporto della responsabile Risorse Umane abbiamo individuato, chi avesse e volesse raccontarsi. 12 storie. Le belle storie.

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Design thinking e rappresentazione emotiva

Antonella Manenti, Art Director per HENRY & CO., ha seguito e accompagnato Greta in questa avventura, ascoltato le voci e rappresentato graficamente ogni protagonista, facendosi carico dell’arduo compito di dare forma visiva a ogni storia, all’emotività che sprigionava, alla delicatezza della confidenza, al messaggio etico che intrinsecamente sottendeva.

Le interviste – ci racconta Antonella – si sono trasformate in incontri di introspezione e intime riflessioni, spesso toccanti, con momenti di intenso scambio e condivisione, silenzi più eloquenti delle parole e parole che rompevano silenzi con la comprensione, il dolore, la rabbia, l’ironia e la consapevolezza. Un’esperienza commovente e coinvolgente, che ho provato a raccontare con il mio linguaggio delle immagini.

La storia di Greta

Greta, adesso che le storie le hai ascoltate, e altre ne ascolterai, vuoi raccontarci la tua?

Greta Zin – Responsabile Marketing e Comunicazione Mediagraf e PrintBee

Mi piace raccontare la storia che mi ha portato a lavorare in Mediagraf!

Sono nata e cresciuta con una forte vocazione sportiva; una sana competizione nell’animo, e il desiderio di mettermi in gioco in continuazione, mentalmente e fisicamente.

Il mio impegno e i miei risultati nelle specialità del lancio del martello e nel lancio del disco mi sono valsi una borsa di studio, messa a disposizione per atleti meritevoli da una persona che in questo modo rendeva onore alla memoria del padre. Ho finito con laurearmi in marzo, a metà della stagione sportiva, quando non avevo alcuna intenzione di interrompere il mio annuale percorso di competizioni e allenamenti; ma non ero più una studente, e dovevo cominciare a fare i conti con il mondo del lavoro. Cercavo dunque un impegno che mi permettesse di mantenere la libertà necessaria per continuare ad occuparmi della mia priorità: l’agonismo sportivo. 

Ma dopo qualche settimana ho sfogato la mia frustrazione su un post di facebook, sembrava impossibile coniugare 4 ore di allenamento quotidiano con qualsiasi tipo e forma di collaborazione. Quel post ha attirato l’attenzione della stessa persona che aveva messo a disposizione la borsa di studio che avevo vinto. Mi ha contattata e presentata all’amico Giuseppe Donegà, l’AD di Mediagraf. L’incontro sarebbe stato orientativo e conoscitivo, perché l’azienda non aveva posizioni aperte. Sono entrata da quella porta senza aspettative, e ne son uscita con una proposta per diventare responsabile del reparto creativo di Mediagraf.