Il progetto di una gigafactory su territorio nazionale potrebbe rappresentare un grande passo per la transizione ecologica della mobilità elettrica tutta italiana.

Questa settimana HENRY & CO. ha puntato i riflettori su un progetto che darà nuova vita alla storica ex area Olivetti. Un’area che ha rappresentato il cuore pulsante della rivoluzione tecnologica del XX secolo, e per molti anni un simbolo internazionale dell’innovazione informatica.

Cosa ha attirato la nostra attenzione? 

Innanzitutto il progetto candida l’Italia a diventare uno dei più importanti produttori di batterie agli ioni di litio, ospitando una delle più grandi gigafactory europee, contribuendo a strutturare la filiera della mobilità elettrica su territorio nazionale.

Inoltre, l’ambizioso progetto di riqualificazione dell’area industriale dismessa, circa 1 milione di m2, su carta sposa al meglio alcuni dei punti cruciali su cui fanno leva le linee guida dell’Agenda 2030.

La filiera della mobilità elettrica

Partiamo dalla mobilità elettrica, e dalla produzione di batterie, il settore a monte della filiera automotive, perchè le batterie agli ioni di litio rappresentano una delle principali variabili nella produzione di auto elettriche.

Circa il 30% del prezzo di vendita di una moderna auto elettrica va infatti a coprire i costi della batteria. Costi sostenuti dai costruttori di auto che, con una sola eccezione, comprano gli accumulatori a ioni di litio dalle grandi multinazionali della chimica.

Il ruolo di leadership in questo comparto, assegna dunque un enorme vantaggio competitivo.

mobilità elettrica gigafactory

 

Oggi, il mercato della produzione di celle agli ioni di litio è in mano a Cina, Corea del Sud, Giappone e USA. CATL (Contemporary Amperex Technology), è il più grande produttore mondiale e fornisce le più importanti case automobilistiche. La crescita esponenziale di questa azienda trova una spiegazione nella decisione del Governo cinese di equipaggiare tutti i veicoli destinati al mercato interno con batterie prodotte nel Paese.  Seguono le sud coreane LG-Chem (che opera in partecipazione con Tesla, Panasonic, BYD e Samsung) e SK Innovation, che si occupava della raffinazione di petrolio e si è poi convertita alla produzione di batterie. 

Attualmente, in Europa, le batterie al litio si assemblano, ma non si producono ancora le celle. 

La prima gigafactory europea è in allestimento nei pressi di Berlino, avviata da Tesla e prevista operativa entro fine 2021: inizierà con una capacità di circa 100 GWh, per raggiungere a regime 250 GWh all’anno. 

Il progetto Italvolt, candida l’Italia a diventare uno dei leader europei del settore ospitando la seconda più grande gigafactory su territorio europeo. Sarà dedicata alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici e sarà in grado di contribuire con la propria produzione alla crescente domanda di batterie in Europa, in gran parte proveniente dall’industria automotive.

Il mercato dei veicoli elettrici

In base ai dati ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association) le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in hanno superato per la prima volta quota 1 milione di unità nel 2020.
Un aumento del 170% rispetto al 2019.

veicoli ibridi elettrici hanno rappresentato complessivamente l’11,9% delle vendite totali di autovetture in tutta l’UE, rispetto al 5,7% nel 2019. I veicoli a ricarica elettrica hanno registrato un aumento simile, rappresentando il 10,5% delle vendite totali (3% nel 2019). Nel solo quarto trimestre del 2020, quasi un’autovettura su sei immatricolata nell’Unione europea è stata un veicolo a ricarica elettrica (16,5%), con un boom delle vendite spinto dagli incentivi dei governi europei tesi a stimolare la ripresa post-pandemia.

Le auto a carburanti convenzionali continuano comunque ancora a dominare le vendite UE, con una quota del 75,5% sul totale 2020.

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Le proiezioni indicano che entro il 2030 la domanda di batterie a ioni per veicoli elettrici aumenterà a livello globale di 17 volte rispetto ad oggi, con una previsione di richiesta da parte dell’Ue di 565 GWh, dietro solo alla Cina, con un fabbisogno previsto di 1.548 GWh.

Ecco perché, con un investimento previsto di circa 4 miliardi di euro, entro la primavera 2024, Italvolt progetta di realizzare quella che sarà la prima gigafactory italiana: 300.000 m2 previsti e una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere i 70 GWh a regime. Una stima di 4.000 lavoratori impiegati e nel complesso 10.000 nuovi posti di lavoro creati con l’indotto; uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni su territorio nazionale.

Riqualificazione e valorizzazione dell’area ex Olivetti

La scelta del sito, lex Olivetti di Scarmagno, è stata fatta sia in ragione del suo forte legame con il tessuto produttivo piemontese, e la sua storica specializzazione nel settore Automotive, sia per la sua collocazione geografica particolarmente favorevole.

Il progetto di realizzazione è stato assegnato alla divisione Architettura di Pininfarina, che intende realizzare un impianto industriale di terza generazione, intelligente e responsabile, con una forte attenzione all’impatto ambientale e sociale, applicando metodologie costruttive DFMA – Design for Manufacture and Assembly – e integrando l’edificio al contesto economico e sociale del territorio.

Comau, leader mondiale nel campo dell’automazione industriale sarà invece il fornitore delle soluzioni innovative, impianti e tecnologie oltre ad occuparsi della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo che accoglierà accademici e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie più all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica.

Per quanto riguarda la linea di produzione, il piano prevede in futuro di aprire anche alla produzione di batterie per l’accumulo di energia da fonti rinnovabili. Ma per poter aver dettagli e certezze, aspettiamo ancora la presentazione del piano industriale; nel frattempo, Lars Carlstrom, CEO e fondatore di Italvolt, ha dichiarato: 

“Con il progetto della nostra Gigafactory, Italvolt vuole dare una risposta importante alla opportunità dell’industrializzazione green, che sta interessando in modo trasversale tutti i settori produttivi, con un impatto socio-economico che rappresenterà una svolta per l’economia globale.”. 

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© Copyright Italvolt

Agenda 2030 e obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Seguiremo dunque con la giusta attenzione l’evoluzione di questo progetto, che rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese per conquistare uno strutturato e organico approccio alla mobilità elettrica.

E siamo qui nel vivo del GOAL 11: CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI. Perché iniziare a lavorare per impadronirci di tutti i passaggi della filiera della mobilità sostenibile è certamente un passo importante verso la transizione ecologica settoriale e territoriale.

Ma sono anche altri gli obiettivi che potrebbero essere valorizzati.

  • GOAL 7: ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE: favorendo la mobilità elettrica, a discapito dei combustibili fossili;
  • GOAL 8: LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA: valorizzando le competenze e la forza lavoro specializzata dell’area piemontese;
  • GOAL 9: IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE: aggiornando e ammodernando infrastrutture e industrie per renderle sostenibili, con maggiore efficienza delle risorse da utilizzare e una maggiore adozione di tecnologie pulite e rispettose dell’ambiente e dei processi industriali; 
  • GOAL 13: LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: sostenendo una potente misura di contrasto al cambiamento climatico;
  • GOAL 17: PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI: grazie al coinvolgimento dei diversi stakeholder per la realizzazione intellettuale ed economica del progetto.

 

Fabio VenturiniFabio Venturini HENRY & CO.