Diverse aziende sono già attive in numerose iniziative per offrire prodotti e packaging cosmetici il più possibile neutrali dal punto di vista climatico. Tuttavia, sarebbe auspicabile un approccio settoriale più incisivo e condiviso.

L’industria cosmetica sta dimostrando una forte capacità di resilienza rispetto la crisi generata dalla pandemia, e, dati alla mano, recupererà entro fine 2021 i livelli di mercato pre emergenza. A guidare le produzioni saranno soprattutto i nuovi valori legati alla sostenibilità ambientale, una scelta in parte obbligata dall’obiettivo globale e condiviso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Il settore cosmetico fa largo uso di flaconi, tubi e vasi in PE e PET per confezionare e imbottigliare e dosare. Ma non solo. 

La cosmesi tradizionale utilizza spesso le plastiche come ingredienti delle formulazioni, vere e proprie materie prime: materiali dalla granulometria finissima con azione esfoliante e levigante o detergente, in alcuni prodotti per capelli, per bambini e in diversi prodotti di make up (mascara). 

In Italia dal 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la Legge di Bilancio 2018 che ha ufficialmente posto il divieto di utilizzare microplastiche all’interno dei cosmetici da risciacquo.

Packaging sostenibile o zero waste?

Sollecitata anche direttamente da una forte esigenza di trasparenza e responsabilità nei confronti del consumatore, l’industria cosmetica nazionale continua ad investire in ricerca e innovazione su tutta la filiera: da formulazione e produzione, al packaging alla distribuzione, è stata avviata una importante revisione di ingredienti, materie prime e sistemi di produzione; processi produttivi a emissioni ridotte, sistemi per ridurre la quantità di materiali di imballaggio, nuovi materiali per il confezionamento. 

Ricordiamo che packaging sostenibile e packaging zero waste non sono la stessa cosa.

Quello sostenibili, punta a ridurre la propria impronta ambientale, ed è realizzato con materiali non inquinanti (dal bamboo al vetro); quello invece a zero rifiuti, punta ad azzerare il proprio impatto ambientale, ed è un imballaggio che tende a ciclo di vita circolare, comprendendo le fasi di utilizzo, riutilizzo o riciclo, secondo il metodo del Circular Design Thinking

Prodotti solidi, nudi o ricaricabili

Alcuni brand offrono prodotti solidi equivalenti a prodotti liquidi sotto forma di barrette. Una vasta gamma di prodotti cosmetici: shampoo, balsamo e dentifricio, detergenti per il viso, creme idratanti, scrub e creme solari. Questa soluzione permette all’industria cosmetica un grande risparmio di plastica, soprattutto di quella monouso.

Alcune aziende stanno sperimentando il lancio di prodotti privi di imballaggi al 100%. La scelta della confezione nuda è piuttosto audace e si presta soprattutto per le bombe da bagno, i bubble bar, lo shampoo bar, barrette per massaggi e gli oli da bagno, alcuni deodoranti.

Un’altra strada per diminuire il packaging cosmetico e allo stesso tempo fidelizzare la clientela, è la via della ricarica. Terminato il prodotto, è possibile portare o inviare il contenitore vuoto per il refil (che ha un prezzo ridotto rispetto all’acquisto del nuovo)

 

Il packaging cosmetico del futuro?

L’industria cosmetica si sta dunque impegnando nella sperimentazione e per farlo parte dalle soluzioni più semplici e immediate: eliminare gli imballaggi in eccesso.

Oltre a utilizzare materiali biodegradabili come carta, vestiti e involucri a base vegetale, prova ad eliminare il superfluo: involucri a bolle, scatole di cellophane e involucri di fantasia.  L’importante è non alterare le proprietà cosmetiche dei prodotti: contenitori in vetro e metallo completamente riciclabili spesso impreziositi da dettagli di carta, silicone e bambù. La resina post-consumo, nota anche come HDPE PCR o HDPE, viene utilizzata come alternativa sostenibile ai contenitori di plastica.

Compaiono poi alcuni imballaggi alternativi come i cork pot in sughero, i knot wrap in tessuto.

Packaging cosmetico con elementi in legno

Negli ultimi anni si sono moltiplicati sforzi e investimenti per lo sviluppo di plastiche alternative che siano eco-compatibili e biodegradabili per il packaging cosmetico: un mondo complesso e variegato e comunque al momento costretto ancora all’utilizzo di additivi di derivazione petrolchimica, per raggiungere le performance desiderate. Gli additivi utilizzati, seppur in percentuali molto basse (tra l’1% e il 5% massimo) rendono la bioplastica non completamente sostenibile.


E sembra che l’Università Bicocca abbia scelto davvero di puntare su questo comparto favorendo uno scambio virtuoso di competenza accademica ed esperienza industriale. Oltre al già citato progetto Galatea Biotech, è stato avviato un accordo di lunga durata stipulato con Intercos S.p.A., azienda leader a livello internazionale nello sviluppo e produzione di prodotti cosmetici, dal quale nascerà Joint Lab, un laboratorio tecnologicamente all’avanguardia per attività di ricerca di altissimo livello.

Il professore Salvatore Torrisi, pro-rettore alla Valorizzazione della Ricerca dell’Università Bicocca, ha spiegato come questa convenzione offra la possibilità di avviare uno scambio continuo sul piano della ricerca di nuovi materiali e nuove tecniche di lavorazione sostenibile. Si tratta di dar vita ad un esperimento avanzato di trasferimento di conoscenza e di sviluppo tecnologico congiunto: la sfida più importante sarà la capacità collaborare tra ricerca industriale e ricerca universitaria, industria cosmetica e istituzione accademica, in una prospettiva di lungo periodo.

Abbiamo incontrato Giuseppe Lattanzi il responsabile della Area Innovation di Intercos, per meglio capire quali passi sta facendo l’azienda e quali le priorità e gli obiettivi per l’area del packaging cosmetico.

 

Il dipartimento Intercos di Innovazione collabora a stretto contatto con le varie BU di prodotto, “sfornando” prodotti ottenuti con tecnologie innovative e formule più performanti e con nuove texture attente alle richieste di sostenibilità dei brand ma lavorando anche sulla riduzione delle risorse necessarie per produrre i cosmetici. Ad esempio, progetti importanti sono quelli mirati a ridurre le dimensioni di materiale plastico per i posaggi necessari ad alimentare la catena di produzione perché, come auspicato, la riduzione della plastica è un must anche per la nostra azienda e per i flussi produttivi. Da diverso tempo è anche operativo con successo un progetto di economia circolare volto a riciclare dei componenti fondamentali nella produzione di una categoria di prodotto, con un notevole risparmio di materie prime e risorse preziose quali l’acqua.

Altra attività importante del team Innovazione è quella di disegnare un formato di packaging cosmetico adatto a contenere le formulazioni innovative, tenendo ben presenti i criteri attuali di sostenibilità bene espressi dalla fondazione Ellen MacArthur (Reduce – Reuse – Recycle)  e secondo i pilastri della Global Sustainability Policy rilasciata nel 2019.

La nostra ambizione è quella di sperimentare un maggior numero di materiali e tecnologie possibili ma dobbiamo sempre tener presente la sicurezza del prodotto nonché la sicurezza del consumatore finale. Il processo di omologazione di un nuovo materiale, per quanto questo sia riciclato o garantito come sostenibile e “buono per l’ambiente”, per noi è uno step estremamente importante in cui nulla deve essere tralasciato e talvolta ci fa scartare alcune proposte interessanti se pregiudicano le caratteristiche del prodotto.

Lavoro costante è quello di ridisegnare i formati di packaging esistenti cercando come poterli sgrammare o di valutare come trasformare packaging multicomponenti con materiali diversi in un packaging cosmetico possibilmente monomateriale per facilitarne il riciclo secondo i diversi criteri di recupero. La plastica, come altri materiali, è fondamentale per preservare e veicolare le nostre formule e tutti i nuovi progetti hanno lo scopo di ridurre la quantità che diventerebbe rifiuto, se non adeguatamente recuperata. Laddove possibile promuoviamo il concetto di “ricariche” per ridurre packaging cosmetico e contenitori ma anche lato prodotto stiamo lavorando su formulazioni concentrate/compatte che consentono alla consumatrice di creare un prodotto solo nel momento del reale utilizzo quindi “fresh made”.

E le nuove idee nascono sfruttando sempre l’esperienza di quasi mezzo secolo dell’industria cosmetica!

 

 

Antonella Manenti HENRY & CO.Antonella Manenti
Art Director HENRY & CO.